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Introduzione al mondo dei diamanti

Il diamante è una delle tante forme in cui si può presentare in natura il carbonio, in particolar modo, il diamante, è costituito da un fitto reticolo cristallino di atomi di carbonio disposti secondo uno schema di tipo tetraedrico, noto per la sua estrema durezza, e universalmente noto come uno dei materiali più duri al mondo nonché il minerale più duro in natura, ampliamente diffuso nel mondo dei gioielli e dell’industria.

Origini e storia dei diamanti

È comune pensare che i primi diamanti furono ritrovati o estratti in India all’interno di depositi alluvionali lungo i fiumi Godavari e Krishna, ed inizialmente utilizzati come preziose reliquie religiose, oltre ad essere considerati preziosi già 6.000 anni fa, questo è quello che fanno pensare i testi sanscriti che ne menzionavano già il commercio, oltre al fatto che in opere buddiste nel IV secolo a.c., oltre al fatto che si hanno indicazioni circa le tecniche di taglio.

Oltre a quanto già citato si trovano scritti indiani dove vengono citate alcune tra le più importanti proprietà del diamante come la resistenza, la brillantezza, la regolarità, la capacità di graffiare i metalli e le eccelse proprietà di rifrazione.

In epoca romana i primi diamanti furono proprio importati dall’antica India e venivano utilizzati come strumenti d’incisione, i cinesi, che non ebbero la fortuna di trovare giacimenti di diamanti nel loro paese, in passato non li apprezzavano come oggetti di gioielleria, loro preferivano di gran lunga la giada, tant’è che in alcune opere cinesi risalenti al III secolo a.c. si ritrovano frasi e citazioni che ne disprezzano il valore a loro attribuito da quelli che definiscono stranieri, ovvero i romani, gli indiani e tutte le culture asiatiche o occidentali.

Importanti giacimenti furono ritrovati in epoche relativamente recenti, infatti riportano come data intorno all’anno 1800 in Sudafrica nei pressi delle sorgenti nel fiume Orange.
È noto che la popolarità di questo prezioso minerale ebbe un lungo crescendo a partire dal XIX secolo, grazie anche alla maggior offerta e al miglioramento delle tecniche di lavorazioni di cui taglio e lucidatura.

Origine e formazione del diamante

Il diamante per far sì che esso possa formarsi ha bisogno di alcune condizioni molto particolari, una su tutte un’elevata pressione che risulta esser necessaria per la loro formazione, questo avviene nel mantello terrestre, risalendo in seguito a noi da una profondità che varia da circa 150 a 225 chilometri.

I diamanti vengono riportati in superficie inglobati all’interno di una roccia contenente molta Kimberlite da condotti vulcanici mediante l’eruzione, questo da origine ai camini diamantiferi dei giacimenti, in seguito mediante erosione la Kimberlite può sgretolarsi liberando i diamanti in giacimenti secondari di tipo alluvionale.

L’estrazione dei diamanti

L’estrazione dei diamanti avviene all’interno di quelli che vengono definiti giacimenti primari e secondari.
I giacimenti primari sono quelli dove il diamante si trova ancora inglobato all’interno della roccia di Kimberlite, mentre i giacimenti secondari sono l’esatto opposto dei primari, e i diamanti si trovano sparsi tra rocce di tipo sedimentario tra cui sabbia e ghiaia, trasportati dai fiumi e depositati su terreni alluvionali.
La maggior parte delle miniere di diamante sono di tipo a pozzo o a cielo aperto.

I diamanti nel mondo della gioielleria

È risaputo che il diamante per via della sua estrema durezza può esser tagliato solo ed esclusivamente da altri diamanti, e sono in grado di conservare la loro lucidatura per lunghissimi periodi di tempo, quindi, per cui, è adatto ad esser indossato quotidianamente, per tale motivo è uno dei minerali ampliamente utilizzato in gioielleria.

Il diamante per poter esser trasformato in gemme da gioielleria prevede operazioni molto lunghe, delicate e difficili, dove eventuali errori potrebbero comportare gravose perdite di ingenti somme di denaro.
La forma più comune di taglio del diamante è quella esteticamente rotonda, nonché anche la più famosa e ovviamente la più amata, oltre ad esser anche quella che da maggior brillantezza al diamante, da qui il suo nome, taglio brillante.

Con questo termine si indentifica il taglio rotondo con 57 faccette a cui si aggiunge una tavola inferiore che non è sempre effettuata.

Il taglio brillante è considerato il taglio per eccellenza per questa tipologia di minerale, essendo anche quello che ne esalta al meglio le caratteristiche di rifrazione e di riflessione della luce.

Il diamante e il taglio brillante

Diamante o brillante? Questo è il dilemma (citazione Scespiriana totalmente voluta).
La diffusione di questo taglio ha portato ad uno dei più epici equivoci, spesso, molto spesso, il pubblico tende erroneamente ad identificare i termini brillanti e diamanti come se fossero sinonimi, ma in realtà il termine brillante se utilizzato da solo identifica unicamente il tipo di taglio rotondo effettuato su una qualsiasi pietra, persino di natura sintetica, infatti tutte le gemme possono esser tagliate a brillante, quali ad esempio: rubini, zirconi, topazi, quarzi, zaffiri, smeraldi e acquamarina, ma il risultato estetico è ovviamente di gran lunga differente dato dagli indici di rifrazione.

Infatti con il termine brillante, ci teniamo a specificarlo nuovamente ci si riferisce unicamente al tipo di taglio, con tutte le sue 57 faccette, la pietra in se è il diamante, quindi brillante e diamante non indicano la stessa cosa e non sono la stessa cosa.

Altri tipi di taglio seppur conosciuti ma meno diffusi del brillante sono il taglio brillante ovale, marquise (navette), huit-huit, a smeraldo, a carrè, a baguette, a trapezio, a rosa olandese o rosetta, quest’ultimo ormai non più utilizzato.
Oltre a quelli sopracitati vanno anche elencati il taglio princess, rodiant, cushion e il barion, tagli attualmente non ritenuti storici ma che lentamente si stanno affermando nel mondo della gioielleria.

il diamante

Le quattro C che contraddistinguono i diamanti

Color, Clarity, Cut, Caract… Queste sono le quatto C che contraddistinguono i diamanti, e che a sua volta ne decretano il valore, ovvero:

taglio del diamante

I diamanti più famosi

Tra i tanti diamanti famosi ve ne sono alcuni che spiccano per le loro particolarità, ve ne elenchiamo cinque:

In conclusione

Il diamante, oltre ad essere il minerale più duro al mondo, è anche il più bello, oltre ad essere il più costoso, ma il suo prezzo è definito (per come abbiamo visto all’interno di questo articolo) da molti fattori, tra cui la difficile reperibilità e l’estrema complicatezza nella realizzazione e nella lavorazione, per questo noi della gioielleria Cipolla dal 1950 poniamo estrema cura nella scelta dei diamanti che utilizziamo nelle nostre creazioni, come: anelli, orecchini, bracciali, girocolli, spille… Cercando, in questo modo, di garantire sempre il massimo della sostenibilità, della qualità e dell’eccellenza artigianale, per far sì che il vostro investimento sia sempre proporzionato all’acquisto.

Un diamante è una gemma preziosa che dura in eterno e per questo va scelto con cura e meticolosità, infatti le nostre produzioni, come abbiamo già citato sono artigianali curate da mano di professionisti, oltre a trattare quelli che sono i marchi di produttori più prestigiosi a livello nazionale ed internazionale, ci piace citarne alcuni, quali: Chimento, Comete, Filodellavita, UnoAErre, Polello, Annamaria Cammilli, Rebecca e altri marchi di indiscusso prestigio che potrete visionare ed acquistare all’interno del nostro portale di vendita online o presso il nostro punto vendita gioielleria Cipolla dal 1950 di Vicolo della guardiola 2 a Palermo.

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